Vico Magistretti

Ecco un coccodrillo che scrivo con tutto il cuore per la morte di Vico Magistretti, sicuramente uno dei migliori designer italiani di tutti i tempi.

Tanto per cominciare sappiate che da quando sono nato ad oggi, sul comodino vicino al letto di tutte le case in cui ho abitato, vi è sempre stata questa lampada, l’Eclisse, che mi ha fatto sognare cose belle come lei.

Mio padre lavorava nel settore dei mobili, e ho sempre avuto la fortuna di poter sfogliare decine di riviste di arredamento e di interior design, da cui ho appreso il gusto per le cose belle in fatto di oggettistica e soprattutto lampade, ovvero illuminotecnica, una delle mie passioni (gli amici mi negano l’aggettivo “buon” al mio gusto in fatto di arredamenti, ma questo solo perché vivo fondamentalmente in un salotto con tre computer, quattro schermi, strumenti musicali varii disseminati ovunque, casino).

Magistretti era un grande, sì. Leggerezza calviniana e semplicità, utilizzo rivoluzionario dei materiali, linee di design pulite, funzionalità, questo designer italiano ha letteralmente arredato l’immaginario e la realtà degli anni sessanta e settanta, fondendo modernità ed eleganza, al punto che ben dodici suoi oggetti di design sono presenti nella collezione permanente al MOMA di New York. Vi è un richiamo esplicito nel suo fare e nel suo dire alla scuola della Bauhaus, sia per la predilizione per il minimalismo, sia per la concezione dell’opera d’arte a servizio della diffusione di massa, attraverso la riproduzione industriale.

Quante volte avete visto questi elementi di arredamento? Quante volte questi colori hanno rallegrato la vostra vita?

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