Il sesso sbagliato dentro una guerra

Copioincollo semplicemente un post dal blog di Antonella Beccaria.
Serve a capire bene, con i numeri, cosa c’è di sbagliato in questo mondo, quali strade vanno intraprese subito, la pochezza culturale di molti uomini.

from Antonella Beccaria’s blog

Il sesso sbagliatoLa pubblicità pensa di aver rotto chissà quale tabù. In rete se ne è parlato senza mezzi termini. In tivvù l’argomento è inserito nella profonda seconda serata del sabato, ma è inserito. E oggi ricevo da Lorenzo Battisti – e ripropongo qui sotto – il suo scritto Il sesso sbagliato. Dal paragrafo “L’Italia – Viviana”:

Nel 2006, in Italia, ci sono stati 74.000 stupri. 14 milioni di donne italiane, da 16 a 70 anni, hanno subito violenze fisiche o psicologiche nel corso della vita. 6 milioni 743 mila sono state vittime di violenza fisica o sessuale (5 milioni hanno subito violenze sessuali, le altre hanno subito violenze fisiche o tentati stupri). 2 milioni 77 mila donne hanno subito persecuzioni. 7 milioni 134 mila donne hanno subito violenze psicologiche. 1 milione 400 mila donne sono state violentate prima dei 16 anni. Moltissime hanno subito sevizie da bambine e dallo stesso padre che le ha spesso vendute ad altri per altre sevizie. Oltre il 90% delle violenze subite non viene denunciato.

I giornali si occupano solo di stupri fatti da extracomunitari che costituiscono una minoranza, ignorando volutamente quelli commessi da italiani, che sono la maggioranza. La Chiesa finge anch’essa di ignorarli, come finge di ignorare gli atti di pedofilia commessi dai suoi sacerdoti ai danni di bambini, per cui negli USA un enorme scandalo ha travolto la Chiesa di Roma, con migliaia di denunce di abusi, compiuti anche da vescovi e cardinali, e milioni di dollari di risarcimenti. Malgrado questi incredibili misfatti, la Chiesa continua a non proteggere i bambini, così come continua a demonizzare e a emarginare le donne.

In Italia soltanto nel 2006 ci sono stati 203 stupri al giorno! Le donne sono dentro una guerra e non la stanno vincendo. Il 69,7% degli stupri è opera dei fidanzati e mariti! Queste violenze sono tali che in molti casi le donne hanno temuto di non uscirne vive e hanno subito ferite gravissime. Enormi le conseguenze psicologiche: senso di colpa, autodistruzione, atti masochisti, depressioni ricorrenti, perdita di fiducia e di autostima, senso di impotenza, difficoltà a gestire lavita quotidiana, idee di suicidio, autolesionismo. Le conseguenze sono più gravi quando l’azione criminale proviene da persone di cui si ci si fida e che abusano di questa fiducia.

La maggior parte dei violentatori appartiene a fasce sociali medio-alte e gli stupri vengono compiuti tutti i giorni. Mentre si punta il dito sullo “straniero”, vengono contemporaneamente perpetrati almeno altri 200 stupri da parte di italiani, ma nessuno ne parla, come se il maschilismo fosse, per incanto o per magia, scomparso dalla cultura occidentale. Nessun grido di allarme o di indignazione per i delitti quotidiani.

674 mila donne hanno subito violenze ripetute da parte del partner e, nella maggior parte dei casi, i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza. La violenza psicologica viene spesso esercitata dai partner anche contemporaneamente a quella fisica e a quella sessuale. Si esplicita in forme di isolamento, forme di controllo, forti limitazioni economiche, umiliazioni, offese, denigrazioni, intimidazioni, ricatti, minacce. Si lede, così, la libertà e la dignità delle donne. Con la separazione non si risolve nulla anzi le violenze diventano più gravi perché subentra la vendetta del marito estromesso dall’ambito familiare.

È la civile Emilia Romagna la Regione più violenta contro le donne, seguita da Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Ma potrebbe essere solo che a Nord le donne hanno il coraggio di fare una denuncia e a Sud no. Teniamo conto anche che la legge punisce con processi durissimi le vittime, chi avrebbe il coraggio di affrontare una denuncia e un processo, sapendo che la sua durata in media sarà di sei anni e che in tutto questo tempo il persecutore sarà lasciato libero di vendicarsi? E che poi il delinquente non sarà nemmeno incarcerato? E magari il padre violentatore delle figlie sarà condannato agli arresti domiciliari?

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Isotopie narrative

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