Melanconico englishman

Ieri sera sono andato al NoFun/LaCantina.
Suonava la Luzzi, e volevo salutarla e avendo la videocamera girarle anche un video di una sua esibizione live e poi spedirglielo. Pensavo che siccome era lunedì ci sarebbe stata poca gente, e quindi potevo inquadrare il palco stando un po’ più lontano, e migliorando di conseguenza l’audio.
Sapevo che avrebbero suonato lei e Ant, e mi immaginavo quest’ultimo personaggio a supporto della gentile front-woman. Erano le sette di sera, credevo di avere tempo davanti a me.Ho dormito sul divano fino alle 23.00.
Comunque determinato a videare, ho tenuto fede ai miei propositi e sono andato al NoFun.
Per scoprire che FRLuzzi con Marco alla fisarmonica aveva già cantato, e sul palco ci stava questo lungagnone english con chitarrina acustica e atteggiamento intimista; la musica mi piaceva, tutto sommato, le emozioni arrivavano, e Gaetano ha fatto bene a quietare l’eccessivo brusìo del pubblico, perché le canzoni richiedevano un’atmosfera adeguata. Lo spilungone inglese si chiama Antony Harding, in arte Ant, per l’appunto, quello che io pensavo fosse il supporter. Dopo il concerto l’ho trovato al banco, abbiam bevuto una birra, lui mi ha raccontato che vive in Svezia con la sua tipa, io gli ho chesto dove ha suonato in Italia. Abbiam parlato di Bologna, gli ho descritto il clima cultural-musicale della città rossa a fine anni settanta, e siamo arrivati via Clash a brindare in memoria di Joe Strummer.

Melanconico, pacato, occhi trasparenti e vivaci: si è rivelato una bella persona, Ant.
Ovviamente un pezzo di video l’avevo girato, mentre cantava; tornato a casa, cosa potevo fare alle tre di mattino se non un po’ di montaggio? L’ho pubblicato su YouTube (con il consenso dell’artista), lo metto anche qui.

Isotopie narrative

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