Grillo ed economia del racconto

Beppe Grillo: [dopo un’impietosa carrellata sui santoni anzianissimi dei quotidiani italiani] “L’informazione con i vermi non è un bello spettacolo. Puzza a tal punto che devono darla gratis, nessuno la compra più. Ma a pagarla siamo sempre noi con le nostre tasse. E’ ora di dire basta alla informazione assistita dallo Stato, ma a libro paga di politici e finanzieri. Chi vuole presentare una proposta di legge per abolire il finanziamento pubblico ai giornali si faccia vivo. Il blog è in ascolto.”

Da che mi ricordo, mi sembra la prima volta che Grillo usa esplicitamente e in modo “preventivo” il serbatoio dei suoi lettori come massa critica, come coro greco capace di sanzione etica sulle azioni del protagonista cioè sulle azioni del politico coraggioso.
Grillo non è l’eroe della storia – la storia del cambiamento sociale italiano di questi anni – piuttosto rappresenta nel racconto la figura dell’opponente, ovvero quell’aiutante magico provvidenziale che spesso si palesa inizialmente nelle storie come contrapposto all’eroe (sulla superficie del testo si tratta infatti di un giullare); in seguito ad una piccola prova di acquisizione di competenza (un sapere, in questo caso) da parte del protagonista, gli regala tre pietre magiche capaci di renderlo, che so, invulnerabile alle fiamme del drago.

Grillo non ha intenzione, nelle sue stesse parole, di essere e fare il politico, l’eroe: sua intenzione è aprire gli occhi ai cittadini sulla stupidità degli uomini, sulle possibilità della tecnologia, sullo sperpero e sulle furberie dei potenti. Con questa mossa de “il blog è in ascolto” chiama però a sé nell’economia narrativa un ruolo ancora diverso, quello appunto di “portavoce del sanzionatore” raffigurato da una collettività ampia. Non solo ti diciamo dove stai sbagliando, o politico, ma valuteremo il tuo voler-fare quello che Noi riteniamo giusto.
Vedremo.

Isotopie narrative

4 pensieri su “Grillo ed economia del racconto

  1. Maxilprof

    Concordo con la tua analisi, anche se non ho la padronanza dei tuoi strumenti di analisi… A naso anche a me Grillo non è mai apparso come un eroe, uno che prima o poi sarebbe sceso in campo per mettere a posto le cose. Anche perché, a mio parere, ci sono meccanismi che difficilmente si possono modificare con un colpo di mano. Grillo ha un suo ruolo proprio perché sta fuori dalla mischia (della politica attiva) e attacca chi sta “dentro”.

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  2. Jannis

    @max: “eroe” qui non significa proprio eroe, significa semplicemente l’attore che svolge la performance narrativa. Il ruolo di Grillo è piuttosto quello di “fornitore di saperi”: appare come opponente, ma in realtà vuole anche lui il miglioramento della società, come la politica (o meglio, come la politica dovrebbe fare).

    @R.: sì, Campbell. Ma assai di più Greimas. In fondo, qui sei su Semioblog, io sono un narratologo, anzi un gangherologo ehehhe

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  3. Anonymous

    Mi piace quando si offrono chiavi interpretative della realta’ quotidiana che rimandano a dinamiche piu’ generali. Buon lavoro.

    R.

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