I veneziani, cittadini digitali

Molte volte su questo blog si è parlato di cittadinanza digitale, non solo come nostro abitare in Rete ma come esplicito “diritto di banda” che ogni Stato civile dovrebbe garantire alla nascita ad ogni suo cittadino.

Perché diritto di banda significa garantire libero accesso a fonti informative, permette la libera espressione di sé, incoraggia la partecipazione collettiva ai meccanismi consultivi e di qui a poco decisionali, rintracciabili su blog privati o su reti civiche pubbliche, nella promozione di una vera e-democracy.
Avere una Pubblica Amministrazione che agevola la comunicazione del/dal/sul/nel/con il territorio, quel segnalare discutere proporre criticare di noi tutti che riguarda il territorio stesso e le scelte della sua pianificazione in quanto Paesaggio tecnosociale, predispondendo da parte sua buone forme di e-government nonché al contempo capace di mettersi in gioco con gli Abitanti nel dialogo e nell’ascolto di ciò che emerge dai Luoghi conversazionali formali ed informali, rappresenta sicuramente un’ottima garanzia affinché molte voci diverse e molte idee possano contribuire collaborativamente alla progettazione sociale da attuare in futuro sul territorio di riferimento.

Bene, Venezia ha capito che il territorio non è solo quello fisico, e che i cittadini abitano la Rete, che anche la Pubblica Amministrazione deve adeguatamente (ovvero, in modo conversazionale) abitare in Rete, e che far sì che tutti possano connettersi è un arricchimento culturale importantissimo, per i singoli individui e per la collettività, e non è cosa che possa esser procrastinata ulteriormente.
Quindi essere veneziani da oggi significa avere una identità digitale riconosciuta e diritto di accesso gratuito.

Trovate la notizia sul sito del Comune di Venezia; interessante anche la pagina dedicata al web2.0, dove vengono illustrati innovativi sistemi di cartografia digitale, monitoraggio del territorio e strumenti di partecipazione civica.

Venezia si candida come capitale del diritto universale alla Rete Diritto universale all’accesso alla Rete e vera cittadinanza digitale.
Venezia si candida come prima città al mondo a fornire, per i nati nel Comune, contemporaneamente al rilascio anagrafico dell’atto di nascita anche userid e password per accedere gratuitamente a Internet e quindi, di fatto, a certificare l’identità digitale.
E’ questo l’annuncio dato oggi dal vice sindaco di Venezia e assessore all’Automazione, Michele Vianello, presentando l’iniziativa che vede la città lagunare all’avanguardia – per dirla con le parole di Vianello – “sulla nuova frontiera del diritto alla conoscenza”.
Il nuovo tassello del progetto //Venice>connected, che vedrà il completamento della rete a larga banda nell’intero territorio comunale entro la metà del prossimo anno (74 chilometri di cavo con una capacità di 144 fibre), passa ora attraverso la localizzazione di oltre 600 hot spot che consentiranno di collegarsi ad internet in modalità WiFi attraverso computer, palmari e telefonini di ultima generazione.
“Avremmo potuto decidere da soli – ha spiegato il vice sindaco – ma abbiamo invece preferito chiedere ai giovani dove preferiscono localizzare gli hot spot che forniranno l’accesso alla Rete, proprio per dare una connotazione reale alla democrazia indotta dalla Rete”. A tal proposito, Vianello ha fatto sapere che a giorni sarà spedita una lettera a ognuno dei 24.981 giovani dai 14 ai 25 anni residenti nel comune, nella quale sarà chiesto di collegarsi via internet all’indirizzo www.comune.venezia.it/cittadinanzadigitale per esprimere, in un’apposita cartografia comunale, la loro preferenza sulla collocazione dell’hot spot.
Tra quanti parteciperanno, saranno sorteggiati 10 giovani che riceveranno da Venis, la società comunale per l’informatica, uno dei premi messi in palio (1 computer subnotebook e 9 telefonini WiFi di ultima generazione).
“E’ uno sforzo organizzativo e finanziario non indifferente – ha concluso il vice sindaco – ma ritengo che sia necessario coinvolgere il mondo dei giovani in questa operazione che consentirà il libero accesso alla Rete, garantendo finalmente questa estensione di stato sociale fin dalla nascita”.

Isotopie narrative

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