Historia magistra vitae

Questo articolo sul Corriere è una chiavica. Riguarda la questione della lingua friulana.
Come semiotico, conosco abbastanza la linguistica e discipline affini da saper individuare gli strafalcioni teorici e concettuali espressi. Ma quell’articolo non tratta di linguistica o di politiche linguistiche, quindi NON ho intenzione di rintuzzarne puntualmente i contenuti.

Fight the real enemy. E il nemico non va individuato nella massa di luoghi comuni espressi, né nel tono sardonico con cui ultimamente certi pennivendoli ammantano la loro prosa.
Quello che mi spaventa è il pressapochismo culturale che abita nelle teste di quei due giornalisti, i quali tutti preoccupati di mostrarci i guasti compiuti dalla Lega trinciano grossolanamente i fatti e la Storia, producendo nient’altro che disinformazione.

Le posizioni culturali soggiacenti all’articolo 6 della Costituzione italiana (la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche) e alla legge 482 del 1999 (Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche) traggono significato dal rispetto dell’alterità. Dal riconoscimento dell’unicità di ogni visione del mondo veicolata da ogni lingua passata o presente, della ricchezza culturale rappresentata dalle varietà umane sul pianeta. L’omologazione, il sincretismo culturale sono idee di destra, con questo intendendo chi promuove politiche antidemocratiche di prevaricazione sociale, spesso usando la forza per imporre la sua visione a scapito dell’esistenza della cultura o della vita stessa degli altri.
La Lega, gli uomini e le donne della Lega non possono vantare nulla, quando si parla di tutela delle lingue minoritarie o dei dialetti. Non votarono al tempo in Parlamento per queste leggi. Non hanno cultura in proposito, non hanno promosso negli anni azioni di ricerca o di conoscenza scientifica o accademica al riguardo, né di documentazione storica o etnografica. Tipicamente, parlano come se qui fossimo tutti al bar a discettare.

Perché i movimenti per la tutela delle lingue minoritarie sono in italia e spesso nel mondo una cosa di sinistra, con questo intendendo chi pone attenzione alla tutela delle diversità culturali, consapevole dell’impoverimento che tutti patiremmo se queste scomparissero. Leggete su wikipedia del riconoscimento giuridico di quella lingua minoritaria che è il friulano, leggete delle battaglie condotte in Parlamento fin dagli anni Settanta da deputati friulani (Andrea Lizzero, Loris Fortuna, Arnaldo Baracetti, Silvana Schiavi Fachin), affinché friulano, ladino, tedesco, sloveno, occitano, francese, francoprovenzale, albanese, greco, sardo, catalano e croato venissero considerate ufficialmente lingue correntemente parlate in italia.

Perché il problema è che una sinistra piccina qui in italia non sa nemmeno difendere le conquiste sociali di cui lei stessa è stata storicamente promotrice, e nel volgere di pochi anni la Lega ha potuto scipparle la bandiera della diversità linguistica per farne facile slogan.
Perché il problema è avere dei giornalisti ignoranti e miopi, che buttando via il bambino (la tutela delle lingue minoritarie) con l’acqua sporca (le posizioni leghiste) fanno esattamente il gioco di quelli che vorrebbero combattere, e non se ne rendono nemmeno conto.

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