Al liceo misi una Stratocaster al posto del crocifisso. Sette in condotta subito.

Io voglio semplicemente la religione fuori dalle scuole statali.

Perché sono le scuole statali di un paese laico, l’italia, come è scritto nella Costituzione.

Se poi dei genitori vogliono proprio inculcare a forza nella testa di un bambino dei concetti che non può capire, scelgano delle scuole (esiste un pluralismo dell’offerta formativa) pubbliche ma di tipo confessionale, oppure private. Si affidino alle agenzie formative cattoliche, mandino i figli all’oratorio o dall’imam o dal primo Jedi che passa.

Ma a scuola non si fa proselitismo, né esistono verità dogmatiche.
E togliete quel crocefisso dalle aule, dài.

Abbiam dovuto aspettare che una mamma italiana di origine finlandese tenesse duro in tutti i ricorsi al TAR e alla Consulta, ma ora è notizia pubblica: la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni», e lo ha ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.
Prendete e leggetene tutti sul Corriere, sulla Stampa, sul sito dell’Agi.

Nella foto, Susanna Messaggio (cioè, Susanna Messaggio).

Isotopie narrative

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5 pensieri su “Al liceo misi una Stratocaster al posto del crocifisso. Sette in condotta subito.

  1. NGirl

    Sono d’ accordo. Tutti questi cattolici (o presunti tali) indignati accetterebbero che nelle scuole ci fossero simboli di altre religioni? Sicuramente no. E allora cosa pretendono? O vengono rappresentate tutte le religioni o non ne viene rappresentata nessuna.

  2. ildan

    Sono d’accordo. Posso spostare l’attenzione sul fatto che i lettori del tuo blog, anzi, i lettori di blog in generale sono probabilmente al 97% già perfettamente d’accordo con quello che scrivi? Il problema è comunicare con i 50 milioni di italiani che non comprano giornali, non leggono libri, non vanno al cinema né a teatro. Solo Mediaset e stadio. Parliamo con loro… ma come si fa?

  3. Jaio Furlanâr

    Nel 1658, Calvino accettó di tornare a Ginevra a una condizione: Che la religione non interferisca sulle cose dello stato. Sembra proprio che da noi ancora non ce la facciamo a star senza crocifisso. Ne ho visti perfino nei gabinetti!

  4. Nekuia

    Mi permetto di dissentire. Attendo con ansia il momento in cui le persone si renderanno conto che l’induismo, come il cristianesimo, come il taoismo sono dei complessi di pensiero da studiare tutti.

    Solo così si può fare una scelta consapevole (che può anche non ricadere su nessuna di esse)

    La deriva finto-laica sta soltanto erodendo pezzi di cultura. Una proposta? mettiamo il Tao acconto al crocifisso, ed al lato la stella di Davide ed ancora più in là una sura del Corano.

    In mancanza di questo si confonde laicismo con oscurantismo

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