AveMaria, lavami il cervello

Che schifezza. Guardavo e stavo male. Minuti interi, su Telechiara, decine di bambini che recitavano l’Avemaria, e poi di nuovo, e poi di nuovo, sarà andato avanti per venti minuti, ossessivamente. Ogni giorno, ovunque nel mondo, migliaia di bambini stuprati nella mente, costretti a litanie di cui non capiscono il significato sotto lo sguardo severo della suora, gli incubi per il timore di impappinarsi davanti a tutti e pure in televisione (ma questi saranno stati scelti per la loro bravura), una sacralità inculcata a forza nella ripetizione ipnotica, nella mancanza di senso critico per via dell’età sempre minore dei fanciulli su cui intervenire.
E una televisione oscena, magari pagata con i soldi ambigui dell’8×1000 e con inserzioni pubblicitarie, che di questo nutre i propri palinsesti, del gloriarsi dell’efficacia con cui agisce la religione cattolica – e lo stesso orrore provo per tutte quelle così inumane da rivolgersi ai bambini – nel plagiare le menti.
Il reato di plagio non esiste più in italia, ma abbiamo quello di circonvenzione d’incapace. A mio parere, si attaglia perfettamente.



Art. 643 Codice Penale – Circonvenzione di persone incapaci
Chiunque, per procurare a se’ o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermita’ o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, e’ punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 206 euro a 2065 euro.

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