Estremo congedo 2.0 aka Lutto in salsa social

Funeras è il portale dedicato al lutto.
I necrologi con le informazioni sui funerali sono aggiornati quotidianamente.
I defunti , che riposano nel cimitero virtuale, hanno uno spazio riservato alla loro memoria dove parenti,amici e conoscenti condividono il dolore con condoglianze, dediche, messaggi commemorativi, foto e video.
I familiari inoltre possono ringraziare per la partecipazione al lutto e comunicare la data del trigesimo e anniversario in memoria della scomparsa dei loro cari.

Non mi piace punto la locuzione “in salsa social” che talvolta si legge sui media per raccontare qualsiasi sciocchezza riguardi il web attuale. Fisime personali.

Però mi piace Funeras.it. Un portale italiano per i morti, e relativa partecipazione 2.0 al lutto. Oh, mica è il primo, ce ne sono molti, ma questo è italiano e moderno, permette bene interazione con e tra coloro che rimangono..

Ci penserà anche Google, prima o poi, una cosa per i morti e una cosa per i neonati, è impossibile non accada. Basterebbe interfacciarsi con gli uffici anagrafe, se questi buttassero fuori uno straccio di feed ben fatto. Ma anche il magazine digitale cittadino dovrebbe offrire questo servizio, sapere chi (quanti) siamo è la base della self-percezione della comunità locale. Anzi, direi che si tratta proprio di un servizio pubblico, se ne dovrebbe far carico proprio il sito della PA. Cittadinanza digitale, insomma.

Poi le statistiche sarebbero interessanti.

Fino a ieri si misurava, e in italia poi con sua la ritualizzazione estrema dei momenti di passaggio figuriamoci quanta letteratura, la fama di una persona in base al numero di partecipanti al suo funerale, e in seconda battuta con le partecipazioni e le segnalazioni sul quotidiano locale.

Vedremo qui su web chi riesce a superare i mille commenti anche da morto. Voglio le classifiche della mortosfera.

Certo, sarà necessario un controllo a manina su quanto scrivono i familiari e i fans dell’estinto – così scrivono – perché va bene diffamare i vivi e ti chiudo il blog, ma non te la prendere coi morti.

Mi vengono sempre i mente i foglietti di annuncio lutto che nei paesi si vedono ancora attaccati sui muri, nelle bacheche pubbliche e sui pali della luce. Chissà se ci sono nella giurisprudenza dei processi per imbrattamento degli annunci mortuari su carta affissi in giro. Chiaramente lì è più difficile, qui abbiamo l’IP del commentatore, là è tanto se scopri la marca della penna, fatta salva la perizia calligrafica o la flagranza di reato.

Questa qui di Funeras è gente di vicino Padova, sembra. Potrei dire loro di curare maggiormente la grafica, perché quel loro sito lo vedrei bene uguale per vendere olio lubrificante sintetico per motori a due tempi (tempo di Vespa, quasi), solo cambiando le scritte.

Però al sito ci planate sopra e già vi offre i necrologi geotaggati secondo la vostra provenienza geografica, ben fatta.

Saluto qui sotto Clelia, 97 anni, un nome d’altri tempi, le auguro buon viaggio, e che Hermes psicopompo le sia vicino. Non la conoscevo, non conosco i suoi parenti, ma mi è simpatica.

Sto pubblicando una cosa pubblica, con nomi e cognomi, dite che non posso farlo? L’ho trovato qui.

Mi disturba di più quel “scrivi la tua dedica” scritto gigantesco., sembra il fan club di un cantante pop. Sotto coi sinonimi, ragazzi, e stile innanzitutto, nel momento del trapasso. Anche gli sponsor, imprese funebri e marmisti, li terrei un po’ più nascosti.

Isotopie narrative