Just on time

Freud aveva in mente un modello idraulico, al tempo della prima formulazione delle istanze che compongono la nostra personalità conscia e inconscia, poi è passato a una metafora di funzionamento basata sulla termodinamica, evidentemente più adeguata, dove valgono altri principi, altre strutture, altre forze, altri linguaggi.
Solo per dire che questa vecchia storia del passaggio a una visione compiutamente reticolare dello Scibile deve trovare delle solide rappresentazioni e narrazioni, e rapidamente, nella società tutta, nella Scuola o nei circuiti di trattamento dell’informazione e della pubblica opinione. 
Ci sono i nodi formati dagli individui, quelli dei gruppi sociali, ci sono gli “stabilimenti” (se walled garden) dove l’umanità entra con un account, ci sono le piazze pubbliche, proprietà delle collettività, dove avvengono gli scambi di informazioni e punti di vista annessi. Poi c’è la rete delle relazioni, e la Rete è il sistema operativo dell’umanità, web is the playground.
Ci sono oggetti culturali che ieri erano prodotti e smistati da un sistema meccanico di smistamento dell’informazione e delle persone, essendo roba fisica; oggi dopo l’Elettrico e l’Elettronico siamo al Digitale, dove abitiamo con linguaggi e avatar identitari personali la nuvola elettronica, che si comporta in modo diverso da un pezzo di legno, i cui sistemi di trattamento sono differenti dai binari della ferrovia (e parlo di reti).
Basterebbe riflettere sulla copia di un documento di testo, un Word o quel che volete. Duplicarlo non costa NULLA. E nemmeno copiarlo mille volte, anzi costa uguale a farne una copia soltanto. Strano. Perché questo non è mai successo, nella storia dell’umanità. Se volevo riprodurre un oggetto fisico, mi serviva altra Materia, altra Energia, qualcuno con le competenze (Informazione) necessarie a produrlo, impastando atomi.
Ma copiare un .doc non richiede altra materia, non c’è nessuna materia. Serve un briciolo di corrente, e il click del mouse. Credo il concetto non sia ancora ben compreso dai tardivi digitali, forse i nativi sono più vicini. Il mondo non è organizzato secondo queste caratteristiche. Le regole di cui è intriso per il funzionamento dei meccanismi sociali tutti, dalle banche alle PA al legiferare al trasmettere cultura, sono le regole dei sistemi che uomini di decenni o secoli fa degli uomini hanno concepito e realizzato, per rendere possibile la convivenza civile. Cose nate in altra epoca, coerenti con il loro contesto nativo, inattuali ora. Il tempo di produzione e distribuzione dei contenuti è azzerato, siamo nel sincronico ovunque. I contenuti sono spesso rimandi o ripubblicazioni, e questo li fa emergere, a seconda della direzione dalla quale arrivano, conoscendo quali persone li abbiano maneggiati, nel loro aver saputo conquistarsi un po’ di attenzione social.
Aver costruito reti di contenuti, aver costruito reti di conversazioni e relazioni, aver costruito ambienti sociali digitali, enpowerando individui e collettività, facendo emergere una strutturazione a nicchie ecologiche, dando visibilità e parola a rappresentazioni mediatiche del territorio, modificando il territorio secondo le indicazioni della mappa.

Isotopie narrative

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