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YO! Furbetto e lungimirante

Con Yo ci sei, e inneschi scintille, e ingaggi

Credo di essere stato velocissimo a installare Yo sul telefonino, forse maggio scorso, perché il concetto mi è piaciuto da subito. Yo è un single-tap zero character communication tool. Non potete scrivere niente a nessuno, semplicemente fare Yo, o pokare come si faceva una volta su Facebook.

Ma questo significa aver trovato una nicchia laterale, sempre esistita eppur forse quasi mai percepita e valorizzata, nell’ecosistema della comunicazione interpersonale mediata, ovvero tralasciare il contenuto del messaggio per concentrarsi sulla funzione fàtica del linguaggio (verificare il canale), a cui si aggiungono necessariamente piccole dosi di funzioni conative (interpellazione del destinatario, con richiesta di reazione) e referenziali (come deissi, un riferimento al contesto enunciativo). Vedi wiki per ricordarti di Jakobson.

Come molti già sottolineano – Federico Guerrini su La Stampa, Fabio Lalli che sottolinea gli aspetti economici dietrogiacenti, TechCrunch – quella che pareva una app interpretata all’inzio frettolosamente come stupidina si sta rivelando una macchina capace di amplificare notevolmente la nostra presenza in Rete, per il nostro stesso fatto di esserci e dire di esserci, facendo Yo. E la presenza su Web, tracciabile, già significa molto. Basti pensare all’interpretazione che diamo al “pallino” verde o rosso che rappresenta il nostro esserci e la nostra disponibilità, da ICQ a Skype a Hangout.

Detta ancora più filosoficamente, un “Io dico” è sempre un “Io sono io dico”, perché la voce ha un’origine, e ci situa nel mondo, in una circostanza di enunciazione, e quel dire veicola un’identità. Ora sul web quel semplice “Io sono”, quel “ci sono” fa già scoccare scintille sulle reti interpersonali mediate, la semplice presenza ingaggia software e persone a interagire con noi, messaggi estroversi che mandiamo e messaggi che possono raggiungerci, tramite i meccanismi automatici della Rete.

Ora Yo, che appunto non è un giocattolino come sembrava all’inizio, ha aggiunto dei servizi, rafforzando al contempo la nostra identità. Servizi per restare sintonizzati con quanto accade nel mondo, segnalazioni eventi e nuovi articoli su varie testate giornalistiche, uscite discografiche, annunci di Obama, oppure per dare dei comandi domotici e dire alle luci di spegnersi a casa nostra. Ma soprattutto Yo ora si interfaccia con IFTTT, e questo significa potersi programmare migliaia di azioni che possiamo compiere verso noi stessi, verso gli altri e verso gli spazi di pubblicazione, cliccando solo una volta. Qui è il valore, nella propagazione attraverso il sistema nervoso, prima ancora di una elaborazione cosciente dei contenuti.

Isotopie narrative

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