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Tecnologia e istruzione: una visione buddista

Luca Chittaro racconta l’incontro che il Dalai Lama ha avuto con gli studenti di Udine.
Interpellato sulla tecnologia e l’istruzione, quest’ultimo dice:

Grazie alla tecnologia, viviamo in un mondo sempre piu’ interconnesso. Dobbiamo riflettere sugli effetti di ogni nostra azione su tutti e su tutto il mondo perche’ siamo sempre piu’ interdipendenti. La globalizzazione ci richiede di introdurre il concetto di “responsabilita’ globale”. Dobbiamo puntare al benessere globale, sentirci come genere umano parte di una cosa sola. Non essere compassionevoli solo in cambio di una gratificazione di nostri piccoli desideri. Il raggiungimento del benessere deve passare attraverso l’azione, non solo preghiera, speranza e aspettative. Dobbiamo conoscere la realta’, avere una “visione realistica della realta’” e l’istruzione e’ il fattore chiave per raggiungere questo obbiettivo. Quando come studenti avrete terminato l’universita’ e vi troverete a risolvere problemi, abbiate una visione piu’ panoramica possibile, cioe’ olistica, della realta’; non focalizzatevi solo su singoli aspetti specifici.
Istruzione e tecnologia in se’ non hanno un valore ne’ negativo ne’ positivo. Cio’ che ne determina il valore e’ lo stato mentale di chi le applica.

Tracciare la vita

Sappiamo esistere da tempo la possibilità di inserire dei microcongegni elettronici negli oggetti che ci circondano, in modo da comunicare con questi via radiofrequenza.

Ogni oggetto potrebbe raccontare immediatamente la sua identità e la sua storia, dove è stato prodotto, che viaggio ha fatto per arrivare davanti a noi, e un mucchio di altre cose (i problemi sulla privacy sono dietro l’angolo, sì).

Immaginiamo di poter sapere istantaneamente la marca di vestiti più indossata dal pubblico della Scala o del concerto di Vasco Rossi, oppure di conoscere in tempo reale l’esatta disponibilità di merci in un magazzino; proviamo a pensare ad una situazione quotidiana, come al supermercato, dove sarebbe sufficiente passare con il carrello pieno davanti alla cassa, per avere immediatamente il conto della spesa esatto, visto che il detersivo e le brioche sono provvisti di RFID, ovvero di un “identificatore in radiofrequenza”

Bruce Sterling, noto ai più per la sua attività di scrittore cyberpunk negli anni ’80, sta cercando di intrecciare le possibilità offerte dalla RFID con altre tecnologie emergenti relative sia al processo di produzione dell’oggetto/bene di consumo, sia alla sua identificazione e geolocalizzazione.

In particolare, poter tracciare un oggetto con tecnologie GPS Global Positiong System o il poter usare i motori di ricerca per trovare indizi della vita dell’oggetto, porta al concetto di SPIME enunciato dallo stesso Sterling, per definire quell’oggetto ancora teorico che può essere tracciato appunto nel tempo e nello spazio nel corso del suo intero ciclo di vita.

Immaginate di chiedere a Google dove sono le vostre scarpe da ginnastica, e sentirvi rispondere “Le tue scarpe da ginnastica sono sotto il letto”

Spime – Wikipedia, the free encyclopedia