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Critica della democrazia digitale, con Fabio Chiusi

reblogLa democrazia è una tecnologia. Un artefatto concettuale, che poi diventa metodo e prassi. Strumento di civiltà che la collettività sceglie da sé, per sé stessa. Qualcosa che abbiamo inventato progettato e cerchiamo di applicare, su cui possiamo intervenire per migliorarla. Un modo storico per garantire una maggiore qualità dell’Abitare, seguendo certi valori che riteniamo prioritari. Nel tempo, cambiano i valori, cambiano i modi. Oggi si parla di democrazia digitale. E forse la narrazione di queste nuove forme di partecipazione e rappresentatività e decisionalità merita uno sguardo capace di discernere, una critica.

Per Vicino/lontano e Friuli Future Forum domani alle 18.00 alla Libreria Tarantola a Udine chiedo a Fabio Chiusi di raccontare ombre e luci di una innovazione tecnosociale che riguarda tutti noi.

vicinolontano.it/eventi/critica-della-democrazia-digitale/

Wifi comunitario, libero

Alla base c’è una legge italiana, il Decreto legislativo n. 70 del maggio 2012, riguardo il codice delle comunicazioni elettroniche in attuazione delle direttive europee.
La questione è quella del wifi libero in Italia, che dopo l anon-proroga della Pisanu ha ritrovato un po’ di vita, anche se le autenticazioni avvengono sempre nei locali pubblici tramite invio di password su cellulare, il quale cellulare in Italia è attivato con una SIM individuale e registrata (altrove no), e quindi siamo sempre nella tracciabilità.
Ma ora si possono fare collegamenti tra privati su determinate onde radio, e quest non prevedono autorizzazioni, e sono libere.
Metto dei link
Così come in tutto il resto dell’Europa, i collegamenti radio tra privati sulle frequenze collettive (2.4 GHz, 5 GHz, 17 GHz) sono stati liberalizzati dal nuovo codice delle comunicazioni elettroniche entrato in vigore a giugno 2012, così come recita il sito dell’ispettorato delle comunicazioni della Liguria:

“Uso privato: non è prevista alcuna autorizzazione. Le apparecchiature sono comprese in quelle previste di libero uso ai sensi dell’art. 105, comma 1, lettera b del D.Lgs. 259/2003 (Codice delle comunicazioni elettroniche), così come modificato dall’art. 70 del D.Lgs. 70/2012.”

Più specificamente, il Decreto Legislativo 28 maggio 2012, n. 70 ha modificato il D.Lgs. 259/2003 (Codice delle comunicazioni elettroniche), a seguito del recepimento delle direttive europee 2009/140/CE e 2009/136/CE. A partire dall’entrata in vigore del Decreto (1 giugno 2012), non sono più soggette ad autorizzazione le reti RadioLAN-HiperLAN (wi-fi) ad uso privato, anche nel caso transitino al di fuori del proprio fondo.
Anche condividere la propria connessione WI-FI liberamente non è più illegale da quando il decreto Pisanu, che imponeva pesanti restrizioni e condizioni all’accesso ad internet, non è stato prorogato.

Jannis on TV

Un raggiungimento di un traguardo professionale, per me. E ovviamente uno sprone a continuare a fare quello che faccio dal 1996, ovvero parlare scrivere e raccontare il cambiamento sociale indotto dalla Cultura digitale. Non so se ci riuscirò, a continuare, ma mi piacerebbe. E questo vale come augurio a me stesso, per il 2013.
A questo indirizzo, oppure qui a destra sul blog, trovate tutte le trasmissioni che ho scritto e condotto per Telefriuli, come iniziativa legata a #udinesmart, il convegno promosso dal Comune di Udine in dicembre 2012, dove ho collaborato come coordinatore del comitato tecnico scientifico.
Il programma televisivo si chiama “Non è mai troppo digital”, giusto per riprendere quel maestro Manzi che alfabetizzò l’Italia negli anni Sessanta. Nove pillole di Cultura digitale, ogni puntata dura all’incirca sette minuti.

Open Udine

Era una delle portate più sostanziose, presentata alla cittadinanza durante il convegno #udinesmart.
Udine è la prima città in Italia a essere completamente trasparente, ovvero monitorabile dagli interessati.
La piattaforma è OpenMunicipio, l’indirizzo è udine.openmunicipio.it
Ci si iscrive, e dovrebbero farlo secondo me almeno mille udinesi, l’un per cento della popolazione residente, poi si clicca qua e là per restare aggiornati sugli atti e le delibere comunali, oppure sulle attività di un determinato amministratore.
Si tratta di un punto di arrivo importante, a quindici anni dalla legge Bassanini, un segno tangibile del cambiamento della PA rispetto alla comunicazione istituzione-cittadini. E costituisce un punto di partenza per una pubblica amministrazione condivisa e collaborativa, un’ideale di trasparenza che ora tutti noi dobbiamo saper mettere a frutto, perché in fin dei conti parliamo di cosa pubblica.
I documenti consultabili (atti, delibere, mozioni, etc.) sono però in formato proprietario .doc, e non credo la cosa sia corretta, secondo le stesse indicazioni del Codice dell’Amministrazione Digitale.

#udinesmart

Lo scorso anno avevamo organizzato un Udine Barcamp, per fare emergere idee e soprattutto seminare reti relazionali tra persone che erano professionalmente interessate a tematiche affini, riferite alle novità delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, alle nuove possibilità di immaginare una Udine del futuro (quello attuale) come città connessa e identificabile in Rete.
Quest’anno, il 6 e il 7 dicembre, c’è #udinesmart, un vero e proprio convegno su due giorni, in vari luoghi della città. Tutti i concetti che ricadono sotto l’ombrello della smart-city, dalla connettività in fibra ottica o in wifi, ai software partecipativi civic media, ai ragionamenti sulle imprese 2.0, sul webgiornalismo e sulla Cittadinanza digitale troveranno luogo e spazio per essere presentati e discussi, nel corso degli eventi convegnistici. Dovrebbe esserci sempre un wifi, quindi su Twitter l’hashtag è proprio #udinesmart.
Anche per quelli che seguiranno lo streaming del venerdì sulla pagina Facebook del Comune di Udine, #udinesmart.
C’è poco da fare: è un momento di edificazione “urbanistica” degli spazi sociali online.
Ogni passo per quanto piccolo in avanti, svela nuove prospettive. Aumenta quello che sappiamo rispetto alle tecnologie e alle pratiche umane permesse da territori connessi, aumentano le idee che vengono, tutte nuove, rispetto a nuove iniziative, nuovi “contenitori” di socialità digitale, di partecipazione civica.
Si costruiscono e si arredano luoghi. Dove chiunque può buttare un occhio, e scoprire iniziative della Pubblica Amministrazione, delle imprese che provano a comprendere il marketing moderno, dei cittadini che utilizzando piattaforme o spazi online pongono l’attenzione sulla qualità dell’abitare, e sul valore di ragionare collaborativamente.
E’ il solito argomento che mi affascina molto, questo della costruzione delle identità web come rappresentazione o ri-modellazione delle collettività territoriali. Identità in progress, che auspicabilmente saranno in grado di narrativizzare sé stesse, sapranno leggersi, e quindi progettarsi (dopo il saper leggere, il saper scrivere) coerentemente con i valori di Abitanza digitali che emergeranno dal calderone delle community civiche.
Una città creativa, innanzitutto, perché stiamo immettendo strumenti rapidi per la diffusione e la condivisione dell’offerta culturale, sperando di riuscire a innescare un processo di promozione sociale.
Come si suol dire, pensando alla smart-city non possiamo non pensare alla smart-community.
Cittadini connessi, semplicemente, e consapevoli delle nuove potenzialità di partecipazione civica.
L’alfabetizzazione informatica e la diffusione delle competenze digitali è buona cosa passino anche per i media tradizionali, proprio per portare strumenti e conoscenze a chi di solito non frequenta la Rete.
Conduco personalmente, sempre come iniziativa riconducibile a #udinesmart, un programma televisivo su Telefriuli, otto “pillole” della durata di sette minuti ciascuna, dal titolo “Non è mai troppo digital”.
Come quello del Maestro Manzi, sì, con cui si è cercato di alfabetizzare l’Italia cinquant’anni fa.
Oggi serve saper maneggiare  anche altre grammatiche, oltre a quelle del linguaggio verbale, orale o scritto.
Oggi c’è la multimedialità, oggi siamo tutti dentro ambienti sociali digitali.
Abbiam vinto anche un premio e-Gov, come Comune di Udine, con il progetto “Nno è mai troppo digital”, 
Il programma va in onda su Telefriuli, uno streaming dovrebbe essere disponibile a questo indirizzo su Udine20. Vediamo per Youtube.

Comune di Udine, bussola della trasparenza

E’ stato resa disponibile dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione la Bussola della Trasparenza, uno strumento che “consente alle pubbliche amministrazioni e ai cittadini di utilizzare strumenti per l’ analisi ed il monitoraggio dei siti web. Il principale obiettivo è di accompagnare le amministrazioni, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, nel miglioramento continuo della qualità delle informazioni on-line e dei servizi digitali.”
Ho cercato Udine, ma non ottengo risposte, come se il sito non fosse raggiungibile, quando invece lo è alla normale navigazione. Spero questo non sia a causa della nidificazione eccessiva degli indirizzi del sito web del mio Comune (per dire, l’homepage si trova qui http://www.comune.udine.it/opencms/opencms/release/ComuneUdine/index.html)
Ho provato anche a fare un confronto con il Comune di Pordenone, per vedere gli indicatori utilizzati, lo metto qui sotto. Udine è tutta negativa perché non raggiungibile, credo in realtà qualche faccina verde e sorridente l’avrebbe presa anche lei. Riprovo nei prossimi giorni.

A smart life experience. Convegno a Udine

Udine, Piazza Venerio

Friuli Innovazione promuove un evento aperto dedicato al tema della pianificazione urbana intelligente e alla necessità di mettere a fattore comune le esperienze di ricerca più avanzate sviluppate sul territorio. La domotica è un settore nel quale la Regione Friuli Venezia Giulia sta investendo molte risorse e proprio a partire da tre progetti in corso di cui Friuli Innovazione è partner–EasyMob, LAK e Re-Freedom – verrà discusso con istituzioni e portatori di interesse il tema dell’integrazione delle tecnologie disponibili nella pianificazione del territorio nonché dell’importanza di capitalizzare i risultati raggiunti in progetti sperimentali per uno sviluppo industriale che permetta al sistema economico di acquisire nuovi elementi di competitività.

L’evento rappresenta un approccio smart alle sfide del prossimo futuro, evidenziando la necessaria coesione tra tecnologia, governance territoriale e comunicazione efficace. 
Programma
Il programma prevede l’inizio dei lavori alle 9.30 con i saluti del Sindaco di Udine Furio Honsell, il presidente di Friuli Innovazione Sergio Cecotti e il presidente della CCIAA di Udine Giovanni Da Pozzo.
Seguirà alle 10 un’intervento di Pierluigi Piva,executive partner Gartner Consulting, intervistato da Michele Vianello, direttore di Vega Science Park di Venezia, sul tema “Il futuro intelligente della città”.
Si prosegue, alle 11.30, con un dibattito sul tema “Quanto vale la domotica nello sviluppo sociale ed economico del FVG”, al quale prenderanno parte i due ospiti insieme con il direttore tecnico della Solari Spa di Udine Sabino Sinesi, capofila del progetto EasyMob, il presidente di Snaidero Spa Edi Snaidero, capofila del progetto LAK e, per il progetto Re-Freedom, l’assessore all’innovazione del Comune di Udine Paolo Coppola. Prevista anche la partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia.

Banda ultralarga a Udine

Fonte: www.corrierecomunicazioni.it

Udine spinge sulle Ngn, servizi al via entro l’anno

Firmato un accordo fra il Comune e Telecom Italia: in campo un’architettura Fttc e sfruttamento delle infrastrutture fognarie per la posa dei cavi. Il sindaco Honsell: “Con l’aumento di banda aumentano Pil e posti di lavoro”. Via anche al Mou con Insiel per il superamento del digital divide sul territorio del Friuli Venezia Giulia

Telecom Italia e il Comune di Udine hanno firmato oggi un accordo sulla rete ultrabroadband di nuova generazione in fibra ottica (Ngan) nel territorio comunale, riguardante tecniche che prevedono – grazie all’architettura Fttc (fibra al Cabinet) – di portare a poche centinaia di metri dal cliente la fibra e l’elettronica di ultima generazione.

La rete in fibra sarà realizzata utilizzando al massimo tutte le infrastrutture esistenti e tecniche innovative di scavo che permettono la riduzione dei tempi e dei costi di intervento, garantendo nel contempo un basso impatto ambientale. L’intesa è stata siglata oggi dal Sindaco di Udine Furio Honsell e dal Direttore Strategy di Telecom Italia Oscar Cicchetti.

L’iniziativa si inserisce nel piano nazionale di investimenti sulla fibra di Telecom Italia per la realizzazione della rete NGAN (Next Generation Access Network) che prevede di coprire il 75% della popolazione delle prime 100 città italiane entro i prossimi 30 mesi, dando così un rilevante contributo al conseguimento degli obiettivi posti dall’Agenda Digitale europea.

Già dall’inizio del prossimo anno i cittadini di Udine potranno iniziare ad usufruire di connessioni a larga banda con velocità da 30 ad oltre 50 Megabit al secondo, che rendono molto più performanti gli attuali servizi e abilitano nuove generazioni di applicazioni come i servizi di cloud computing per le imprese e i servizi di città intelligente, quali ad esempio il monitoraggio del territorio, i servizi di sicurezza urbana, il controllo da remoto degli impianti per i servizi pubblici, la gestione del traffico, la valorizzazione dei beni culturali e la teleassistenza domiciliare.

“I dati sono la ricchezza del 21esimo secolo. Investire sulle reti di telecomunicazione è importante come lo è stato investire nelle strade all’inizio del ventesimo secolo – sottolinea il sindaco di Udine Furio Honsell –. Per capire la portata di questo accordo basti pensare che l’Unione Europea ha fissato come obiettivo il raggiungimento dei 30 mega di velocità di connessione entro il 2020, mentre noi andremo molto oltre arrivando a 50 mega entro il 2015. Vari studi dimostrano che con l’aumento della banda di trasmissione aumenta anche il Pil e i posti di lavoro. Questo accordo è una misura concreta che l’amministrazione di Udine mette in campo per contribuire allo sviluppo economico e alla creazione di nuovi posti di lavoro”.

In particolare, per garantire la velocità, la sicurezza ed il minimo impatto ambientale di tutti gli interventi infrastrutturali che verranno effettuati da Telecom Italia, saranno utilizzate le cosiddette “minitrincee”, innovative tecniche di scavo e ripristino del suolo che consentono, grazie a scavi di pochi centimetri di larghezza e di soli 30 centimetri di profondità, di ridurre fino all’80% i costi socio ambientali in termini di disagi per i cittadini e per le amministrazioni, del 67% gli incidenti sul lavoro e dell’80% i tempi necessari per la realizzazione di infrastrutture di Tlc.

“Telecom sperimenterà proprio a Udine – spiega l’assessore comunale all’Innovazione Paolo Coppola – una modalità innovativa di stesura della fibra ottica, per la quale saranno utilizzate tutte le reti tecnologiche esistenti nel sottosuolo in modo da limitare i disagi dovuti agli scavi e velocizzare i lavori. L’intervento sarà eseguito, infatti, in accordo con Amga e l’Ato, che garantiranno la disponibilità a utilizzare la rete dell’illuminazione pubblica e quella fognaria. La possibilità di avere accesso a un servizio di connessione di questo tipo – prosegue Coppola – rappresenterà un valore aggiunto fondamentale per il territorio, un vantaggio competitivo strategico per rilanciare l’economia puntando su settori che faranno la differenza per riuscire a superare questa crisi economica”.

Particolarmente significativo sarà l’utilizzo delle infrastrutture fognarie. Si tratta di uno dei primi esempi in Italia di utilizzo, su larga scala, di questa metodologia innovativa, che richiede l’utilizzo di materiali specifici e tecnologie avanzate (mini-tubi blindati speciali, robot telecomandati per ispezioni nei condotti, etc.). Ciò permetterà di evitare più del 65% degli scavi. Inoltre si utilizzeranno anche gli impianti di illuminazione pubblica. L’equipaggiamento delle infrastrutture presenti avverrà con la posa di minitubi e pozzetti dedicati alla fibra ottica, separando la rete elettrica e quella fognaria dalla rete di Tlc in fibra ottica in modo di eliminare ogni interferenza.

“La realizzazione di infrastrutture broadband e ultrabroadband e soprattutto la diffusione dei servizi che esse abilitano – spiega Oscar Cicchetti Direttore Strategy di Telecom Italia – daranno un forte impulso alla crescita economica del territorio udinese e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. La competitività di un sistema territoriale è infatti sempre più legata alla sua capacità di vivere in rete e di sviluppare  i suoi nuovi usi. Per questo motivo Telecom Italia ha aderito con entusiasmo al progetto di Udine. Siamo convinti che attraverso l’impegno concreto delle istituzioni locali, si possano innescare progetti di trasformazione delle infrastrutture e dei servizi che valorizzino le specificità e le potenzialità dei singoli territori”.

Ancora in Friuli Venezia Giulia Telecom Italia ha firmato un Mou con InsieI orientato al superamento del divario digitale in Friuli Venezia Giulia attraverso una disponibilità capillare della larga banda. Nello specifico, l’accordo prevede l’istituzione di un Comitato Tecnico Paritetico tra Insiel e Telecom Italia, che si occuperà di analizzare, valutare e proporre tutte le possibili azioni da intraprendere, in coerenza sia con gli obiettivi del “Programma triennale per lo sviluppo dell’Ict, dell’e-Government e delle infrastrutture telematiche 2012-2014” della Regione Friuli Venezia Giulia, sia con le finalità del programma Ermes per lo sviluppo della banda larga.

Nel rispetto della normativa in materia di concorrenza, il Memorandum of Understanding non ha una natura esclusiva, restando le parti libere di stipulare analoghi accordi con altri soggetti ed altri operatori. Le azioni da intraprendere consentiranno in breve tempo, ad un sempre maggior numero di cittadini, imprese e istituzioni locali, l’accesso alle nuove tecnologie digitali in banda larga.

“Con la firma di oggi prosegue l’impegno della Regione per il superamento del divario digitale – commenta Riccardo Riccardi, assessore regionale alle Infrastrutture – attraverso la diffusione capillare delle infrastrutture di rete e connettività a tutta la comunità del Friuli Venezia Giulia, cittadini ed imprese. Si tratta di un fattore di qualità della vita e di vantaggio competitivo per il Sistema Regione, fondamentale anche per la crescita dell’attuale assetto socio-economico.”

“Questo Memorandum – commenta  Cicchetti – costituisce la base per raggiungere, in tempi brevi e su tutto il territorio del Friuli, l’obiettivo dell’annullamento del digital divide. ‘Internet per tutti’, questo è il primo traguardo indicato dall’Agenda Digitale Europea ed il suo raggiungimento è cruciale soprattutto in regioni che hanno una forte dispersione del tessuto abitativo e di quello produttivo”.

“Insiel intende dedicare il massimo impegno a questo nuovo compito conferitole dalla Regione – aggiunge Sergio Brischi, consigliere delegato Insiel alla Pianificazione Strategica – ben consapevole del ruolo determinante che dovrà svolgere, nell’ambito della sua complessiva missione di motore dell’innovazione tecnologica nel Friuli Venezia Giulia. La banda larga costituirà poi anche un importante fattore per la crescita della nostra azienda”.

Amministrare 2.0

L’Assessore per l’Innovazione di Udine, Paolo Coppola, ha tenuto una relazione al convegno ForumPA di Roma dei giorni scorsi illustrando la tematica “Amministrare 2.0”, sia dal punto di vista della cultura e delle competenze digitali richieste alla “macchina” della Pubblica Amministrazione e ai singoli cittadini, sia mostrando quanto Udine ha fatto finora e intende realizzare in futuro per costruire una vera e concreta comunicazione bi-direzionale tra Comune di Udine (qui l’elenco dei servizi 2.0 attivi sul sito comunale) e cittadinanza.

Punto cruciale del ragionamento pare essere la ricerca di forme di attivazione della partecipazione libera dei cittadini, mettendo a punto dei modelli e dei format di comunicazione che siano semplici e diano soddisfazione – qui si intende mettere l’accento sulle qualità “affettive” di coinvolgimento, quali meccanismi di gamification e risveglio del senso civico – e quindi riescano a suscitare una sorta di enpowerment della comunità locale, muovendo quest’ultima a esprimersi sulle scelte per l’amministrazione del territorio.

Friuli Social Network

Oh, giusto per dire che Hubert Londero, giornalista che lavora per il settimanale “Il Friuli”, mi ha fatto un’intervista di quelle vere, come ai bei tempi, seduti a un tavolo di un bar in centro, dove io sproloquiavo a ruota libera e lui prendeva appunti su un blocnotes. L’argomento è stato “Il dilagare del pensiero platonico in Italia a Padova e Firenze, a seguito della caduta di Costantinopoli del 1452”.
Ok, scherzavo, abbiam parlato di social network e cose umane (troppo umane), pensa tu.
Qui il link per l’articolo sul giornale.

GIOVANIFVG.IT – convegno e workshop a Udine

Domani c’è un convegno alla Fiera di Udine, organizzato dalla Provincia e dalla Regione FVG, per parlare di Cultura digitale, di politiche giovanili, per rilanciare il portale regionale giovanifvg.it.

Trovate qualche informazione su questa pagina, qui e qui il pdf della brochure d’invito (o cliccate sulle immagini sotto).
A me toccherà tenere il discorso iniziale (“Abitare in Rete. Luoghi e narrazioni, socialità e partecipazione delle comunità tecnoterritoriali”) e tirare le fila della giornata, con un breve intervento riassuntivo finale. 
Tratteggerò le caratteristiche del cambiamento culturale indotto dalle ormai-non-più-tanto-nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, proverò a raccontare le nuove forme della socialità digitale, cercando di tener fermo il cardine del discorso sulle nuove potenzialità comunicative offerte dal web ai territori e alle collettività che li abitano.
Si tratta di mostrare a assessori e responsabili delle politiche giovanili regionali le strade già oggi percorribili di un diverso approccio alla progettazione sociale, dove nel costruire ambienti e strumenti e iniziative locali sia possibile tenere da subito in considerazione i comportamenti mediatici delle nuove generazioni, per favorire l’emergere delle dimensioni partecipative offerte dalla Rete e per praticare forme concrete di Cittadinanza digitale.
A seguire, robe di breakdance, video, pittura, spettacoli. Poi Alessio Bertallot al parco del Cormor. Ci vediamo là.

 

PRESI NELLA RETE: COME FAR CENTRO NELLA COMUNICAZIONE

di SABATO 28 MAGGIO 2011
a partire dalle ore 14.30
presso il Centro “Città Fiera” di Torreano di Martignacco – Udine

L’acqua dei rubinetti di Udine è buona, smettete di comprare acqua in bottiglia

Queste qui sopra sono le “analisi dell’acqua” di Udine, secondo gli elementi minerali contenuti. Vengono presi in considerazione anche la presenza di prodotti fitosanitari (derivanti dalle attività agricole) e i parametri microbiologici.
I valori provengono dal sito dell’AMGA di Udine, le rilevazioni vengono effettuate ogni due mesi (molto più spesso rispetto alle acque in commercio) e i risultati vengono regolarmente inviati all’ASL per i controlli.
Mi pare onestamente si tratti di acqua di buona qualità, se non ottima, a giudicare dai riferimenti che ho trovato su questo sito e su questo.
Magari un esperto potrebbe passare di qui e darci un giudizio più circostanziato: quello che posso dire senza smentita è che si tratta di un’acqua decisamente oligominerale (residuo secco), un po’ duretta (F° 25) ma comunque dal contenuto di calcio e magnesio piuttosto basso.
Potrebbe essere commercializzata come acqua oligominerale, a giudicare dai valori simili a quelle che vengono messe in bottiglia e vendute.

Il consiglio è semplice: se bevete l’acqua degli acquedotti di Udine, smettete di comprare bottiglie d’acqua al supermercato.

e-Gov: Il Comune di Udine conversa coi cittadini

Il Comune di Udine mira a un e-government moderno. Trasparenza e semplificazione sono valori imprescindibili, prescritti dalla stessa Legge ministeriale (Bassanini, Stanca, Brunetta… vedi qui) per l’innovazione della PA.
Ma c’è di più, ed è una bella novità: prima di pubblicare il Regolamento, il Comune chiede la partecipazione dei cittadini, per migliorìe e suggerimenti. E’ tutto disponibile sul documento wiki, possiamo iscriverci e lasciare le nostre osservazioni. Mi sembra l’atteggiamento corretto.

Narrazioni di comunità, visioni condivise, scorci di futuro

Ho sete di narrazioni territoriali. Ma di  più: le collettività hanno sete, vogliono abbeverarsi con le rappresentazioni di sé allestite sul mediascape, il paesaggio mediatico.
Riassunto delle puntate precedenti:
  • c’è stato un cambiamento nei technoscape, nei paesaggi tecnologici. Abbiamo tutti per le mani strumenti di espressione nuovi, potenti e raffinati, abitiamo in Rete. E’ un momento aurorale, perché stanno nascendo nuovi format, nuove nicchie e flussi dentro l’ecosistema della conoscenza (fino a ieri biblioteche e quotidiani come imperi costruiti sulla carta, sulla pesantezza; seguiva maturazione dell’opinione pubblica lenta, partecipazione limitata, broadcast ineluttabile)
  • le collettività producono senso vivendo, e lo mostrano nello specchio della letteratura e nelle arti (come fare riflessivo, guarda un po’), tanto quanto nell’urbanistica, o nei modelli economici praticati, nella progettazione della logistica territoriale, e aggiungiamo le possibilità odierne di mostrare dinamicamente in tempo reale i comportamenti delle persone e dei gruppi tramite georeferenzialità e dispositivi connessi ubiqui… risulta oggi facile e semplice darne rappresentazione mediatica adeguata, di tutte ‘ste cose e flussi di persone e idee. Tutto nutre i mediascape, l’insieme degli atti comunicativi, la nuvola del dire di una comunità
  • nei momenti di crisi, conviene avere un serbatoio di possibilità differenti da giocarsi, per meglio adeguarsi al mutato contesto ambientale. Solito parallelo con il dialogo della selezione naturale, e al fatto che siamo tutti mutanti: succedesse qualcosa guarda caso ci sarebbe qualcuno che porta in sé una mutazione fino a quel momento ininfluente, ma che ora potrebbe diventare decisiva per far sopravvivere la specie (sto parlando di sperimentalismo, sì, in ogni settore sociale produttivo e socioculturale, nei format con cui pensiamo e storicamente realizziamo il nostro abitare). Idee per sopravvivere.
  • per potenziare l’efficacia di questo auto-pensarsi delle collettività, costruire contenitori di visioni e di progettazioni sociali, Luoghi partecipativi dove tutti possano esprimere la loro percezione e le loro linee direttrici del desiderio rispetto al futuro del territorio, alla qualità del Ben-stare su di esso come collettività in modo consapevole dell’impronta ecologica e dell’ottimizzazione delle risorse (materia energia e informazione, produzione e distribuzione), all’organizzazione sociale, alla costruzione condivisa di Grandi Narrazioni capaci di dare identità alle comunità locali, per come quele emergono dal calderone della Grande Conversazione, sotto cui abbiamo alzato il fuoco (tecnologie connettive) causando un più rapido rimescolarsi dei contenuti, nella comunicazione
  • ci sarebbe da raccontare come sulla superficie del pentolone si stiano formando aggregazioni di senso imprevedibili, cluster di memi capaci di tessere nuove forme significanti, come isole nei fiumi, luoghi di regolarità nel frattale della pubblica opinione. Non c’è più nessuno (ok, dài, i giornali potrebbero fare molto, se nativamente ripensati) a dirci quali sono gli argomenti importanti, ciò di cui val la pena parlare viene a galla nella Rete.
  • e-Government e e-Democracy non vivono nei pensieri, hanno bisogno di ambienti dove poter depositare e far maturare approcci e metodologie, tematiche e partecipazione
  • c’è di mezzo un aspetto civico del problema, che mi fa pensare che simili Luoghi di elaborazione del sentimento di appartenenza a una collettività (nel senso di aver-cura), i luoghi riflessivi autopoietici, dovrebbero essere pubblici, ovvero appartenere alla collettività. Come cittadini vogliamo che l’amministrazione pubblica renda disponibili piazze e parchi e biblioteche e spazi sociali per il pubblico dibattito e faciliti la circolazione delle opinioni. Poi le idee possono nascere dappertutto, nei caffè o su Facebook, ma là dentro dovrebbero assumere forma organizzata, orientata esplicitamente a costruire nel tempo l’archivio delle narrazioni autodirette di una comunità. Là dentro il ribollire dei punti di vista, delle consultazioni, potrebbe assumere aspetti concreti di promozione territoriale, come proposizione di linee e politiche d’intervento. L’alambicco che distilla.
Dicevo. Di simili Luoghi del “fare identità” territoriali e darne rappresentazione mediatica ne stanno nascendo un po’ ovunque, io stesso sto collaborando per realizzare qualcosa di simile, di cui racconterò più avanti. Gli Urban Center (Torino; Milano, Bologna, altre info) possono essere visti come gangli nervosi per l’elaborazione dei flussi informativi territoriali, gli esperimenti di Urban Experience danno visibilità alle nuove forme dell’abitare e del fruire gli spazi sociali.
A esempio, la Camera di Commercio di Udine ha messo giù un progettone per raccogliere le idee e le visioni della collettività friulana, si chiama Friuli Future Forum, lo trovate descritto anche qui, date una letta.
“L’ambizione è comunicare un progetto che contribuisca a trovare una nuova idea di Friuli. Ricostruiamo il concetto della nostra regione mattone dopo mattone, idea dopo idea, partendo dalle radici culturali e territoriali e individuando i valori di base sui quali poggiare le fondamenta per sostenere i sogni e le aspettative del futuro dei friulani” dicono i due professionisti coinvolti, l’uno più pubblicitario (annusare tendenze sociali e stili mediatici) e l’altro più tecnologo, docente universitario specializzato in location awareness e strumenti per rendere eloquenti le collettività.
E se la questione gira intorno al rendere visibili i flussi partecipativi dei cittadini, a organizzare e e distillare narrazioni centrate sul territorio e la qualità dell’abitare create dagli abitanti stessi, forse servirebbe anche una sorta di agenzia territoriale capace di offrire consulenze ai singoli o alle istituzioni o comunque agli attori sociali per costruire la propria narrazione, il proprio apporto alla Grande Conversazione.
Servirebbero dei Centri per la Narrazione gestiti con professionalità e orientati a progettare format di racconto per le collettività, capaci di fornire soluzioni comunicative adeguate con moderni strumenti di espressione (mappe e geotagging e blog urbani e reti civiche e mediateche e sensori ambientali e internet delle cose e teatri sociali di elaborazione, consultazione e decisione).
E quando le tematiche riguardano il fare civico, queste Agenzie di comunicazione potrebbero tranquillamente essere uno dei servizi offerti alla Cittadinanza da quegli Urban Center di cui parlavo più sopra.
Son dieci anni e più che unendo le mie competenze sulle conversazioni e sui media al mio interesse per la qualità dell’abitare sui territori provo a progettare e allestire community territoriali. Con tutto questo fiorire di ambienti per la socialità aumentata, chissà mai che non possa trovare un lavoro decente.

 

Risponde l’esperto in studio

Ucchequasimidimenticavo. 
Saran venti giorni che su Radio Onde Furlane (qui su Facebook) stanno andando in onda delle conversazioni tra me e il Diretôr Mauro Missana, dei piacevoli botta e risposta sulle tematiche della Cultura digitale. Sui cambiamenti che le innovazioni tecnologiche stanno apportando alla nostra vita quotidiana, in particolare, nella socialità e nelle istituzioni.
Abbiam parlato di Pubblica Amministrazione, di Scuola, dei nuovi modelli di funzionamento dell’editoria e del mondo dell’informazione giornalistica, di digital divide e di potenziamento della partecipazione delle collettività alla pubblica opinione, dell’industria culturale al tempo dell’mp3 e delle webtv.
E di altro, immagino: avevamo registrato sedici interventi di circa dodici minuti l’uno, all’inizio di agosto, che poi sono stati trasmessi da Onde Furlane il venerdì e il sabato mattina, per tutto agosto. Potete ascoltare le ultime puntate in questi giorni, anche in streaming dal sito della radio, verso le 10.30 di mattina.
Poi vedrò di recuperare le registrazioni e magari le metto da qualche parte.
E’ già previsto un ulteriore ciclo di chiacchierate, ne parliamo a metà settembre. La radio è cosa meravigliosa.