Io e Despar

Ieri mi sono un po’ riappacificato con la specie umana, perché un suo rappresentante mi ha dato verbalmente e concretamente delle prove sull’animo buono del consumismo. “Cala, Trinchetto”, mi han detto subito mio padre e la tipa, persone eticamente ciniche.
Vedete, qui dietro l’angolo c’era un supermercato Epam, che da qualche mese è diventato Despar; il cambiamento ha forse portato un peggioramento, a giudicare dai prodotti (forse per la Despar il target è leggermente più alto) e dalle facce ingrugnate dei commessi.
Senonché, talvolta compro un pasticcio alla bolognese oppure di verdure oppure una parmigiana di melanzane al banco degli affettati, e già due volte mi era capitato tornato a casa di aprire il cellophane e di sentire un odore di aceto, un sapore acidulo di cosa un po’ andata.
Una volta mangiai ugualmente, la seconda no. Ieri faccio la spesa, torno a casa e sento un’altra volta quell’odore… e ho detto basta. Ho preso la vaschetta, e son tornato al super.
Trovo il direttore intento a sistemare biscotti, in prima corsia, gli metto in mano il pasticcio acidulo, gli dico che è la terza volta che capita, che provi pure ad annusare, che sono 5 euro da buttare, che non è mia intenzione fare casino ma così non si può andare avanti, che ne va di mezzo l’immagine del supermercato… lui mi blocca, e mi dice che non la terza volta, ma la prima volta dovevo venire, senza farmi nessun problema, anzi sarebbe ottima cosa se tutti venissero subito a protestare, che sarà per lui un impegno andare dal fornitore e chiedere lumi sulla qualità del prodotto, controllare la catena del freddo, monitorare le derrate esposte nel banco frigo. Alla fine mi ha tornato 5 euro e 28 cent, e ci siamo lasciati con gran sorrisi e gentilissimi convenevoli. Che bello. Mi ero preparato psicologicamente ad affrontare Chuck Norris, e invece tutto bene.
Certo, cosa poteva dire lui? Mandarmi affanculo e perdere un cliente? Non credo proprio. Ma sappiate che rimango di vedetta: voglio vedere se la promessa di miglioramento della qualità verrà mantenuta, oppure se si tratta di aria fritta. Farò da cavia: tra 10 giorni comprerò un altro pasticcio (magari prima di farglielo mettere sotto cellophane chiedo alla commessa se me lo fa annusare) e vediamo cosa succede.
Umana_ Etica/etichetta_

Tags: etica, forma, umana

Isotopie narrative

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