Sì, siamo nel web 2.0

Viva il social software
L’argomento è caldo, tutti ne parlano.
Ci siam traghettati nel web 2.0, e come al solito non ce ne siamo accorti… ma d’un tratto non è stata più solo questione di fare html, attaccare foto e audio e link, installare programmi.
Ora si tratta di comunicare, di usare servizi e non più applicativi, di trovare quello che non conviene più avere qua.

es: mi serve una chat su un sito? dovrei scaricare una chat in java o php e installarmela sul mio cms? nonono, la chat è un link con gabbly
es: devo gestire 4 messenger diversi? dovrei scaricare ed installare trillian o equivalente? no, uso meebo.

Imho, mi sembra un po’ il passaggio dall’industriale al postindustriale, quando si è trattato di passare dagli atomi ai bit, per intenderci; ecco, il web 1.0, pensato dentro una postura mentale che ancora risentiva della necessità di possedere il software, ha lasciato il passo all’uso remoto, alla gestione di risorse online, all’archiviazione a distanza, all’utilizzo di applicativi non presenti sul mio disco fisso (per le immagini, per scrivere testi, per fare audio, per fare radio online e podcast, per pubblicare blog, per condividere links e risorse, per chattare, per sviluppare progettazione e produzione collaborativa sincronica a distanza).

o meglio ancora



vi lascio qui dei link, per comprendere il fenomeno (ma è sufficiente scrivere web 2.0 dentro google):
http://www.oreillynet.com
http://www.digitalk.tv
Dion Hinchcliffe’s

il quale segnala anche delle novità e dei social software

come questi siti qui:
http://www.listible.com
http://web20.blogosfere.it
ma soprattutto
http://www.sacredcowdung.com
dove c’è tutto

In campo educational, ecco qui http://incsub.org/

Ah, ho cambiato lavoro: ora mi metto a fare il social software consultant, come Suw, ho deciso



Isotopie narrative

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