Cretinerie a Trento

Ho perso la pazienza, non sono più nell’umore “ci vuole pazienza”, sono quindici anni che paziento, non ce la faccio più. Però segnalo.
Volevo riportare su altri blog su cui scrivo un articolo riguardo le parole del premier del Bhutan Jigmi Y. Thinley “Oltre il PIL, il Bhutan sceglie la felicità”, visto che una riflessione sul Prodotto Interno Lordo contrapposto al FIL, ovvero alla Felicità Interna Lorda, è sempre suggestiva. Parole pronunciate al Festival dell’Economia che in questi giorni si tiene a Trento.
L’articolo è disponibile infatti sul sito della Provincia di Trento, e intendevo copiaincollarlo, ovviamente linkando autore e fonte originale. 
Per scrupolo, e occupandomi professionalmente di queste cosucce, butto un occhio sulle “note legali” del sito della Provincia trentina, qui, e trasecolo: a chiare lettere, c’è scritto che bisogna chiedere permesso alla Provincia per linkare i loro articoli, figuriamoci fare i copiaincolla selvaggi che a me piacciono tanto, sempre però con i rimandi alla fonte.
Hanno provato a farlo alcuni quotidiani, altre piattaforme mondiali per la distribuzione di news: la cosa è comprensibile (si tratta di aziende che cercano di proteggere i loro prodotti), ma molte di queste in passato han fatto poi marcia indietro, comprendendo che proprio la spreadability dei contenuti, il loro potenziale di diffusione, non può essere bloccato da una visione chiusa delle concrete pratiche del web, ovvero l’ipertestualità su cui il web è fondato, ovvero banalmente il poter sempre linkare qualunque cosa si trovi ovunque. Non sto mica rubando, anzi ti sto aiutando a far circolare il tuo nome e la tua intelligenza, e non ne traggo nessun lucro.
Anni che parliamo di OpenCulture, di etica della condivisione, di ecosistema della conoscenza, di Cultura digitale, di adeguamenti del concetto di copyright alle mutate condizioni “ambientali” offerte dal web, di magnifiche sorti e progressive dell’Umanità finalmente tutta connessa, e poi trovo sciocchezze simili.
Su un sito di una Pubblica Amministrazione, poi.
Chi l’ha fatto quel sito, uno che fino a ieri faceva il falegname dentro una grotta senza l’elettricità? A quale funzionario pubblico della Provincia, quelli che “a me nessuno mi frega”, è venuto in mente di applicare i suoi ben poco circostanziati ragionamenti burolegislativi per tutelare in modo assolutamente anacronistico e controproducente per i suoi stessi interessi i contenuti alloggiati su un sito governativo, pubblico?
Mi verrebbe da dire “quei cretini dell’Ufficio Stampa del sito provinciale di Trento”, ma sapete, il web blablabla, la diffamazione blablabla. Diciamo così: “il sito della Provincia di Trento è cretino”.
Ovviamente, questo è il link dell’articolo che intendevo riportare, e per il quale dovrei chiedere permesso e autorizzazione…
Ufficio Stampa del sito provinciale, se mi leggi e ti scoccia, dimmelo, e lo tolgo. Però scriverei immantinente un altro post, ironizzando sulla vicenda e ridicolizzando ulteriormente il tutto. E diffondo. E giochiamo a tira e molla, e io non mollo, perché vedo il presente e il futuro molto meglio di voi.

Isotopie narrative

1 pensiero su “Cretinerie a Trento

  1. Marketing Park

    Trasecolo!
    Sul linking negato scrivevo post ben 3-4 anni fa quando, spulciando nei disclaimer di multinazionali, magazine e persino celebri agenzie pubblicitarie (esperti di comunicazione!) mi imbattei in divieti categorici o richieste obbligatorie da valutarsi. Pensavo che il tempo avesse nel frattempo rinsavito gli ottusi. D’ora in poi porrò maggiore attenzione, sorry…

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