Cortocircuito (e scintille di futuro)

Già altre volte qui ho parlato del blog personale di Renzo Tondo, governatore del Friuli Venezia Giulia, sottolineando e analizzandone la specifica postura conversazionale e la “solidità” dei temi affrontati rispetto all’ufficialità del dire dello stesso governatore.

La domanda è: il blog del governatore è un Luogo politico? Disintermediazione, quindi.

Nella mia opinione, il proprio blog personale dovrebbe essere il primo Luogo di espressione di sé (in quanto dichiaratamente identitario, conversazionale, connotato, storico, etc… magari domani nasce un equivalente altrettanto efficace, e vedremo) da cui poi gli altri possono legittimamente trarre indicazioni per una valutazione del personaggio/i che ciascuno di noi intende mettere in scena, dal cui testo trarre poi indizi per attribuire orientamenti, credenze, schieramenti espliciti, atteggiamenti, stile a colui che in questo modo intende partecipare al pubblico dibattito.

A quanto pare, anche il Messaggero Veneto (gruppo l’Espresso/Kataweb) ha deciso di prendere sul serio il blog personale del governatore, guardate questa foto del giornale di oggi:


Quindi un mezzo di comunicazione di massa dell’epoca industriale (il quotidiano di riferimento della zona, lo Strumento della Storia locale nel suo farsi) ha esplicitamente riconosciuto la veridicità e l’autorevolezza del blog personale di Renzo Tondo, in quanto Luogo politico. Una parola là pronunciata, non è chiacchiera, è Storia anch’essa. Il Messaggero Veneto riconosce esplicitamente l’esistenza e la posizione socioconversazionale di parlante ratificato al personaggio Renzo Tondo espresso da Renzo Tondo mediante il suo blog renzotondo.blogspot, senza più aver bisogno di comunicati ufficiali e conferenze stampa, interviste con giornalisti iscritti all’albo, filtri e intermediazioni.
Il Territorio e i suoi attori parlano liberamente, e io giornale comincio a modificarmi, per riuscire a rendere conto dei dibattiti sociali e politici che ora vivono in molti altri ambienti conversazionali.

Il dire di Tondo colà costituisce posizione politica ufficiale, e proprio chi fino a questo momento era l’unico “testimone del dire” dei personaggi pubblici (e della sua veridicità, e dell’ufficialità delle dichiarazioni anche nelle loro conseguenze pragmatiche), ovvero la stampa, sancisce ora esplicitamente l’autorevolezza delle nuove forme di espressione di sé, quei blog e quei nuovi spazi di socialità e di conversazione così opperbacco spudoratamente post-industriali e digitali, ma non più effimeri e irrilevanti, a quanto pare.

Rinnovo gli auguri di happy-blogging a Tondo: in riferimento al contenuto dell’articolo pubblicato, mi piacerebbe alquanto se poi en passant provasse a spiegare un po’ meglio la sua attuale posizione personale sulla legge per il testamento biologico, apparentemente in contraddizione rispetto alle stesse onorevoli azioni da lui intraprese in relazione al caso di Eluana Englaro qui in Regione. E come ne parlerà sul suo blog, sarà ufficiale.

Isotopie narrative

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