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E’ come quando qualcuno ti mostra all’improvviso le sue foto di una festa di quindici anni fa, dove c’eri ma non ti ricordi al momento nemmeno la festa e quindi figuriamoci che faccia avevi.

Frammenti di passato che ti saltano perturbantemente addosso.



Con Tumblr, io faccio così: intanto che navigo e vedo cose, clicco sul bottonetto [Share on Tumblr] che mi sono messo sulla barra dei segnalibri, e butto là.

Poi dopo qualche giorno vado fisicamente sul semioblog-in-pillole, e scopro chi son stato, attraverso le scelte che ho fatto mentre stavo facendo qualcos’altro.

Ecco Lennon parafrasato: “Tumblr è quello che ti accade mentre sei impegnato a bloggare”.

Perché bloggare è l’opera di un Io consapevole, che mette in bella forma (ehm) i pensieri, un Io che sa di star vivendo e lo dice con parole sue; mentre tumblerare accade, parla di te con parole di altri, ti scontorna e ti croppa, emergi in levare, svela il tuo essere narrando il tuo fare.

Poi lo guardo e mi sorprendo di chi sono stato, come le foto di quella festa dimenticata. S’aprono le porte dell’abisso: prendo paura.


[ semioblog ]





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Isotopie narrative

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